Seguici sui social


facebook
instagram

STUDIO GANDELLINI

CONTATTACI
INDIRIZZO
SOCIAL

posta@studiogandellini.it

Via Antonio Gramsci, 19

25122 Brescia

Italia


facebook
instagram

Studio Gandellini©

+39 0303751270

Informativa sulla Privacy

Che tipo di azienda sei: ROS o TOCI?

01/04/2026 10:20

Array() no author 82692

Gestione Aziendale, marginalita-aziendale-margine-di-contribuzione-break-even-point-punto-di-pareggio-controllo-di-gesti,

Che tipo di azienda sei: ROS o TOCI?

Scopri se la tua impresa cresce con i margini oppure con i volumi e come puoi migliorare la sua redditività e la gestione

Quante tipologie di aziende esistono davvero?

Le aziende sono tante e molto diverse tra loro, ma se le osserviamo dal punto di vista della redditività possiamo ricondurle, in modo semplice, a due grandi modelli: quelle che lavorano soprattutto sulla marginalità e quelle che puntano invece sui volumi.

Per capire la differenza bisogna partire da un concetto chiave: il margine di contribuzione. In pratica, non tutto ciò che l’impresa incassa con una vendita si trasforma in utile, perché da quel prezzo occorre togliere i costi direttamente collegati al prodotto o al servizio venduto, come materie prime, lavorazioni esterne, provvigioni, trasporti e altri costi variabili.

La differenza tra prezzo di vendita e costi diretti è proprio il margine di contribuzione unitario. Quando questo margine è alto, l’azienda riesce a coprire più velocemente i costi fissi e può arrivare all’utile anche con un numero contenuto di vendite. Quando invece il margine unitario è basso, per sostenere la struttura aziendale servono molti più clienti, molte più operazioni e quindi volumi decisamente superiori.

Qui entra in gioco anche il Break Even Point, cioè il punto di pareggio: il momento in cui il margine complessivo generato dalle vendite riesce finalmente a coprire tutti i costi fissi dell’impresa, come personale, affitti, ammortamenti, utenze, organizzazione e struttura.

Le aziende ad alta marginalità sono quelle che spesso lavorano su qualità, specializzazione, posizionamento e valore percepito. Vendono meno, ma con margini più elevati. Un esempio classico è quello di chi opera in mercati di fascia alta, dove il cliente non cerca il prezzo più basso, ma un prodotto o un servizio distintivo. In questi casi, poche vendite ben fatte possono bastare per generare risultati molto interessanti.

Le aziende basate sui volumi, invece, costruiscono il proprio equilibrio economico sulla quantità. Il margine su ogni singola vendita è ridotto, ma il numero delle operazioni è molto elevato. Pensiamo, ad esempio, alla grande distribuzione: il guadagno unitario è contenuto, ma la redditività complessiva nasce dalla rotazione e dalla massa di vendite.

Qual è allora il modello migliore? In realtà non esiste una risposta valida per tutti. Un’azienda ad alta marginalità può essere molto redditizia, ma spesso si rivolge a un mercato più ristretto, richiede investimenti in qualità, ricerca, organizzazione e posizionamento, ed è più sensibile alle oscillazioni delle vendite. Un piccolo calo del fatturato può avere effetti importanti sul risultato finale.

Un’azienda che lavora sui volumi, al contrario, tende a essere più stabile rispetto a piccole variazioni di vendita, ma ha bisogno di una macchina organizzativa efficiente e di numeri elevati per produrre un utile soddisfacente. In questo modello, la gestione operativa, il controllo dei costi e la capacità commerciale diventano determinanti.

Il vero punto, per ogni imprenditore, non è scegliere in astratto quale modello sia migliore, ma capire con chiarezza in quale modello si colloca la propria impresa. Solo da questa consapevolezza possono nascere decisioni più efficaci su prezzi, costi, posizionamento, investimenti e sviluppo.

Per questo motivo leggere correttamente i numeri aziendali è oggi fondamentale. I dati di bilancio, da soli, non bastano: devono essere trasformati in informazioni utili per guidare le scelte, migliorare la performance e costruire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato, anche in linea con quanto richiesto dall’art. 2086, comma 2, c.c.

Il nostro studio affianca l’imprenditore proprio in questo percorso, aiutandolo a comprendere meglio il funzionamento economico della sua azienda e a trasformare i numeri in strumenti concreti di gestione e crescita.